Arnolfo di Cambio

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Designer

La firma di alcuni tra i più prestigiosi designer italiani e internazionali ha 

caratterizzato, fin dalle origini, le collezioni Arnolfo di Cambio.

La firma di alcuni tra i più prestigiosi designer italiani e internazionali

ha caratterizzato, fin dalle origini, le collezioni Arnolfo di Cambio.

Cini
Boeri

"Mi hanno sempre interessato le persone e i loro comportamenti […] mi piace entrare in sintonia con i committenti e comprendere le loro necessità e desideri per cercare di fornirgli la migliore soluzione possibile."

Milanese di nascita e formazione, laureata al politecnico nel 1951, Cini Boeri viene notata in giovane età dal suo insegnante Giò Ponti, che la incoraggia fin da subito a dipingere.

Successivamente comincia a collaborare con Marco Zanuso, sotto la cui ala la carriera di architetto decolla definitivamente. È così che Cini Boeri è diventata una tra i designer italiani più importanti della seconda metà del XX secolo.

Il suo lavoro ha spaziato dalla progettazione di edifici come case unifamiliari, appartamenti, uffici e negozi, a quella di oggetti d’uso quotidiano, in particolare complementi di arredo e vasellame. Il suo stile si è sempre concentrato sulla psicologia degli utenti e sulla funzionalità di oggetti e spazi, intesa come chiave di una libertà che Cini Boeri è sempre stata attenta a declinare soprattutto al femminile. Ha tenuto conferenze e lezioni presso molte prestigiose università e istituzioni, in Italia e all’estero, e ha pubblicato diverse opere, in particolare sull’architettura.

Michele
De Lucchi

“Quando si lavora con le mani, gli errori diventano esperienza e competenza. Vale per l’artista ma anche per l’artigiano, ed è una lezione che ho imparato lavorando in tutto il mondo.”

Nato a Ferrara nel 1951 e laureato a Firenze nel 1975, Michele De Lucchi è indiscutibilmente uno dei designer più importanti e conosciuti al mondo.

Caratteristica del suo lavoro è l’impronta artigianale dei progetti, che rappresenta anche la sua appartenenza alla tradizione italiana, legata alla valorizzazione del tocco manuale, individuale, con tutta la sua imprevedibilità e, perché no, imperfezione.

Allo stesso tempo, Michele De Lucchi ha lavorato con grandi aziende e industrie come OlivettiPoste ItalianePiaggioTelecom ItaliaIntesa San PaoloFerrovie dello StatoEnelKartellPoltrona FrauRb Rossana. Il suo indiscusso capolavoro è la lampada Tolomeo, progettata per Artemide, divenuta una vera e propria icona del design mondiale. Attualmente dirige Domus, storica rivista di architettura, arte e design.

Michele De Lucchi è stato vincitore di 4 Compassi d’oro, e alcuni dei suoi lavori sono stati esposti in importanti musei e gallerie di tutto il mondo, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, la Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano e il MFA di Boston.”

Ettore
Sottsass Jr

“Il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, il cibo e persino il design.”

Nato a Innsbruck nel 1907 e diplomato al Politecnico di Torino nel 1939, Ettore Sottsass si è affermato nella seconda metà del Novecento come uno tra i designer più imprevedibili e influenti al mondo.

È rimasta celebre la sua collaborazione con la Olivetti, azienda per la quale ha disegnato il primo calcolatore elettronico italiano (“Elea 9003”, del 1959), nonché, nel 1969, la macchina da scrivere “Valentine”.

Ettore Sottsass ha fondato, insieme a Michele De Lucchi, il gruppo “Memphis”, che all’inizio degli anni Ottanta rivoluzionò il design di oggetti adottando nuovi canoni, più orientati all’estetica, alla decorazione e alla comunicazione, e meno vincolati ai dogmi della razionalità e della funzionalità.

Negli anni Novanta ha ridotto le collaborazioni con l’industria italiana, ma ha proseguito nel design di prodotti artigianali, tra cui, proprio per Arnolfo di Cambio, la collezione “Orfeo”, del 1999.

A Ettore Sottsass sono state dedicate numerose mostre personali in tutto il mondo e diverse sue opere sono conservate in prestigiosi musei come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra, il MoMA di New York.

Alfredo
Häberli

"Nella vita quotidiana vediamo le cose da varie prospettive, la nostra visione è in costante mutamento e per me è importante che i progetti affrontino questo problema."

Alfredo Häberli è nato a Buenos Aires nel 1964 e si è laureato in Disegno Industriale alla Höhere Schule für Gestaltung di Zurigo.

Nel suo lavoro, Alfredo Häberli è fortemente influenzato dalla sua prima infanzia in Argentina e dalla curiosità per i dettagli della vita di tutti i giorni.

Le convenzioni della vita quotidiana e i limiti dovuti alle esigenze tecnologiche sono i confini entro cui gli piace esplorare le potenzialità del design, alla ricerca di forme ed elementi nuovi. Designer di fama internazionale, lavora per molte importanti aziende internazionali leader nel campo del design, come Alias, BD Barcelona, ​​BMW, Camper, FSB, Georg Jensen, Iittala, Kvadrat, Luceplan, Moroso, Schiffini e Vitra.

Gli sono state dedicate numerose esposizioni e ha ricevuto diversi premi internazionali. Opere e disegni di Alfredo Häberli sono stati esposti in varie mostre a livello Europeo.

Andrea
Ruggiero

Cresciuto tra l’Italia, la Cina e l’Austria, dopo aver studiato alla Domus Academy di Milano, ha conseguito la laurea in Disegno Industriale nel 1995 alla Parsons School of Design di New York. Attualmente Andrea Ruggiero lavora come freelance, progettando soluzioni integrate su commissione per clienti internazionali, aziende e startup.

Guidato da un approccio globale al design, il suo campo di interesse si estende dal design industriale alla progettazione di mobili, complementi d’arredo, identità visiva e interni commerciali.

Le sue opere, già presenti in molte riviste e giornali, sono state scelte per vari riconoscimenti tra cui l’International Future Design Fair Award (Giappone, 1996), il Good Design Award (USA, 2003) e due volte per l’Annual Design Review della rivista «ID». Dal 2002 è consulente presso la Color Association degli Stati Uniti.

Konstantin
Grcic

"A volte ti vengono proposti progetti allettanti, ma dettati da direzioni di mercato che non sono in linea col tuo pensiero. Ho sempre cercato di essere coerente e questo comporta essere selettivo, ma senza alcuno snobismo o arroganza."

Konstantin Grcic è nato nel 1965 e ha studiato Design al Royal College of Art di Londra. Nel 1991 ha fondato il suo studio a Monaco di Baviera, dove ha cominciato a sviluppare mobili e prodotti per l’illuminazione.

Caratteristiche nel suo lavoro sono il minimalismo, l’attenzione alla funzione delle cose e la combinazione tra rigore formale, acume e umorismo. Konstantin Grcic si è sempre concentrato molto anche sulla storia del design e dell'architettura, sulla tecnologia dei materiali e dei processi produttivi. Tra le sue maggiori collaborazioni vi sono quelle con Authentics, BD Ediciones, ClassiCon, Flos, Flötotto, Laufen, Magis, Mattiazzi, Muji, Nespresso, Plank, Serafino Zani, Thomas-Rosenthal e Vitra.

Molti tra i suoi progetti hanno ricevuto premi prestigiosi a livello internazionale, come il Compasso d’oro per la lampada Mayday by Flos, nel 2001, e quello per la sedia Myto by Plank nel 2011.

Diversi suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni importanti musei di design come il MoMA di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi.

Marco
Zanuso

“…occuparmi una volta di un oggetto, una volta di un altro […] credo di trovare sempre un interesse nella diversità del tema da affrontare.”

Marco Zanuso è nato nel 1916 a Milano e nel 1939 si è laureato in architettura al Politecnico. È stato un grande maestro di architettura e urbanistica (Cini Boeri è stata sua allieva), nonché un pioniere del design industriale per la produzione di massa.

Marzo Zanuso è stato uno dei primi progettisti italiani a interessarsi alle produzioni industriali e caratteristica del suo lavoro è sempre stata l’unione tra innovazione tecnologica e ricerca estetica.

Oltre a molti elementi per l’arredo domestico, ha elaborato diversi prodotti tecnologici tra cui radio, televisori, telefoni e macchine per cucire, sviluppati per grandi aziende come Olivetti e Brionvega. Proprio per quest’ultima ha disegnato uno dei suoi prodotti di maggior successo, la “Radio Cubo”, del 1964.

Vincitore di 7 compassi d’oro e di 6 premi della Triennale di Milano, molti dei suoi oggetti sono esposti al MoMA di New York e presso la Collezione permanente di design della Triennale di Milano.

Oscar
Tusquets Blanca

“Sono un designer molto classico, mi piace sapere come viene prodotto un oggetto e penso che se sono coinvolto nell’evoluzione, il design uscirà migliore.”

Nato a Barcellona nel 1941, Oscar Tusquets Blanca si è laureato come architetto nel 1965 e nel 1972 ha cominciato a lavorare come designer di mobili e oggetti.

Oltre a essere stato amico e collaboratore di Salvador Dalí, insieme al quale ha firmato diversi progetti di design, Oscar Tusquets Blanca è un artista a tutto tondo e per questo si presenta al pubblico come architetto per formazione, designer per necessità, pittore per vocazione e scrittore per il suo desiderio di fare amicizia.

Tra gli altri lavori, che nel corso del tempo lo hanno visto collaborare con prestigiosi marchi italiani come Driade e Alessi, Oscar Tusquets Blanca ha recentemente firmato la nuova stazione Toledo della metropolitana di Napoli, spettacolare progetto che richiama una suggestiva atmosfera sottomarina.

Vincitore di diversi premi in patria e all’estero, le sue opere sono state esposte in alcuni dei musei più importanti al mondo, tra cui il MoMA di New York.

Sergio
Asti

Sergio Asti, milanese di nascita (1926), dopo la laurea in architettura conseguita al Politecnico ha iniziato a lavorare nella Milano degli anni Cinquanta.

Proprio in quel periodo si è affermato come uno dei pionieri del design industriale ed è stato tra i fondatori dell’ADI, di cui attualmente è socio onorario. Designer poliedrico, nel corso della sua carriera si è dedicato alla progettazione di mobili, prodotti per l’illuminazione, oggetti in vetro e in legnoceramicaelettrodomestici, allestimenti di interni, negozi e mostre.

È stato insignito di diversi riconoscimenti, tra cui un Compasso d’oro, e molti oggetti da lui disegnati sono esposti nei più importanti Musei del mondo e in collezioni private, in Italia e all’estero.

Toshiyuki
Kita

"Il design è un modo di armonizzare molti elementi complessi in una singola forma. In una parola, il design è armonia."

Toshiyuki Kita è un designer giapponese che ha esordito nel campo dell’industria dell’alluminio. Nel 1967 ha aperto un proprio studio, dove ha cominciato a lavorare sugli oggetti d’uso quotidiano e a interessarsi di artigianato tradizionale.

La sua ricerca lo ha progressivamente portato verso la fusione tra futuro e tradizione, tra elementi naturali e prodotti umani, tra industria e artigianato. Nel 1969 Toshiyuki Kita ha iniziato a lavorare anche in Italia, orientandosi sempre di più verso la collaborazione con artigiani tradizionali e industrie locali. È uno dei pochissimi designer non italiani ad aver vinto il Compasso d’oro, un riconoscimento da parte degli specialisti del design che si è aggiunto alla sua popolarità intercontinentale, costantemente cresciuta nel corso dei decenni.

Molti suoi lavori, tra cui la celeberrima “Wing Chair”, sono esposti al MoMA di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi e alla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera.

Joe
Colombo

“Le mie ultime esperienze di design propongono soluzioni globali che […] tentano un collegamento evolutivo tra la realtà attuale e quella futura.”

Joe Colombo, al secolo Cesare, nasce a Milano nel 1930 e si forma all’Accademia di Brera. La sua carriera di designer comincia nel 1953 e purtroppo si conclude prematuramente nel 1971. Rimane però intatta la sua eredità filosofica, permeata di una forte tensione verso il futuro.

Joe Colombo è stato infatti un designer industriale tra i più innovativi del secolo scorso, poiché grazie a un acume unico seppe intuire tendenze storiche e mutamenti sociali ancora a venire. La poltrona “Elda” e la “Minikitchen“, entrambe del 1963, la lampada “Spider” del 1967, il celeberrimo carrello “Boby“, del 1970, sono tutte creazioni che esprimono l’idea di organizzare e definire gli spazi e gli oggetti in base alle necessità del momento.

Vincitore di 2 Compassi d’oro, molti tra i suoi lavori sono stati esposti in alcune delle più importanti istituzioni museali del mondo, come il MoMa e l’MMA di New York e il Vitra Design Museum di Berlino.

Enzo
Mari

"Di me, si scrive che ho fatto qualche oggetto eccezionale. Se questo corrisponde al vero, è forse perché non sono mai andato a scuola."

Enzo Mari è considerato uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale. Piemontese di nascita, si è laureato nel 1952 all’Accademia di Brera, a Milano, per poi esordire come designer nel 1957.

Grazie a moltissimi prodotti progettati per importanti marchi, tra cui OlivettiAlessi e Artemide, che gli hanno fruttato 5 Compassi d’oro di cui uno alla carriera, Enzo Mari è universalmente riconosciuto come un vero e proprio gigante mondiale del design. Rigoroso e avverso alle mode, nei suoi progetti ha sempre privilegiato la funzionalità. Il design e la produzione stessa degli oggetti, secondo Enzo Mari, sono processi che devono rivolgersi all’utente finale, ai suoi bisogni, ai suoi desideri.

Ha pubblicato molte importanti opere teoriche su design e progettazione, e i suoi lavori sono stati esposti nei principali musei di arte e design del mondo, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MoMA di New York e il Triennale Design Museum di Milano.

Cini
Boeri

"Mi hanno sempre interessato le persone e i loro comportamenti […] mi piace entrare in sintonia con i committenti e comprendere le loro necessità e desideri per cercare di fornirgli la migliore soluzione possibile."

Milanese di nascita e formazione, laureata al politecnico nel 1951, Cini Boeri viene notata in giovane età dal suo insegnante Giò Ponti, che la incoraggia fin da subito a dipingere.

Successivamente comincia a collaborare con Marco Zanuso, sotto la cui ala la carriera di architetto decolla definitivamente. È così che Cini Boeri è diventata una tra i designer italiani più importanti della seconda metà del XX secolo.

Il suo lavoro ha spaziato dalla progettazione di edifici come case unifamiliari, appartamenti, uffici e negozi, a quella di oggetti d’uso quotidiano, in particolare complementi di arredo e vasellame. Il suo stile si è sempre concentrato sulla psicologia degli utenti e sulla funzionalità di oggetti e spazi, intesa come chiave di una libertà che Cini Boeri è sempre stata attenta a declinare soprattutto al femminile. Ha tenuto conferenze e lezioni presso molte prestigiose università e istituzioni, in Italia e all’estero, e ha pubblicato diverse opere, in particolare sull’architettura.

Michele
De Lucchi

“Quando si lavora con le mani, gli errori diventano esperienza e competenza. Vale per l’artista ma anche per l’artigiano, ed è una lezione che ho imparato lavorando in tutto il mondo.”

Nato a Ferrara nel 1951 e laureato a Firenze nel 1975, Michele De Lucchi è indiscutibilmente uno dei designer più importanti e conosciuti al mondo.

Caratteristica del suo lavoro è l’impronta artigianale dei progetti, che rappresenta anche la sua appartenenza alla tradizione italiana, legata alla valorizzazione del tocco manuale, individuale, con tutta la sua imprevedibilità e, perché no, imperfezione.

Allo stesso tempo, Michele De Lucchi ha lavorato con grandi aziende e industrie come OlivettiPoste ItalianePiaggioTelecom ItaliaIntesa San PaoloFerrovie dello StatoEnelKartellPoltrona FrauRb Rossana. Il suo indiscusso capolavoro è la lampada Tolomeo, progettata per Artemide, divenuta una vera e propria icona del design mondiale. Attualmente dirige Domus, storica rivista di architettura, arte e design.

Michele De Lucchi è stato vincitore di 4 Compassi d’oro, e alcuni dei suoi lavori sono stati esposti in importanti musei e gallerie di tutto il mondo, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma, la Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano e il MFA di Boston.”

Ettore
Sottas Jr

“Il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l’erotismo, il cibo e persino il design.”

Nato a Innsbruck nel 1907 e diplomato al Politecnico di Torino nel 1939, Ettore Sottsass si è affermato nella seconda metà del Novecento come uno tra i designer più imprevedibili e influenti al mondo.

È rimasta celebre la sua collaborazione con la Olivetti, azienda per la quale ha disegnato il primo calcolatore elettronico italiano (“Elea 9003”, del 1959), nonché, nel 1969, la macchina da scrivere “Valentine”.

Ettore Sottsass ha fondato, insieme a Michele De Lucchi, il gruppo “Memphis”, che all’inizio degli anni Ottanta rivoluzionò il design di oggetti adottando nuovi canoni, più orientati all’estetica, alla decorazione e alla comunicazione, e meno vincolati ai dogmi della razionalità e della funzionalità.

Negli anni Novanta ha ridotto le collaborazioni con l’industria italiana, ma ha proseguito nel design di prodotti artigianali, tra cui, proprio per Arnolfo di Cambio, la collezione “Orfeo”, del 1999.

A Ettore Sottsass sono state dedicate numerose mostre personali in tutto il mondo e diverse sue opere sono conservate in prestigiosi musei come il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra, il MoMA di New York.

Alfredo
Häberli

"Nella vita quotidiana vediamo le cose da varie prospettive, la nostra visione è in costante mutamento e per me è importante che i progetti affrontino questo problema."

Alfredo Häberli è nato a Buenos Aires nel 1964 e si è laureato in Disegno Industriale alla Höhere Schule für Gestaltung di Zurigo.

Nel suo lavoro, Alfredo Häberli è fortemente influenzato dalla sua prima infanzia in Argentina e dalla curiosità per i dettagli della vita di tutti i giorni.

Le convenzioni della vita quotidiana e i limiti dovuti alle esigenze tecnologiche sono i confini entro cui gli piace esplorare le potenzialità del design, alla ricerca di forme ed elementi nuovi. Designer di fama internazionale, lavora per molte importanti aziende internazionali leader nel campo del design, come Alias, BD Barcelona, ​​BMW, Camper, FSB, Georg Jensen, Iittala, Kvadrat, Luceplan, Moroso, Schiffini e Vitra.

Gli sono state dedicate numerose esposizioni e ha ricevuto diversi premi internazionali. Opere e disegni di Alfredo Häberli sono stati esposti in varie mostre a livello Europeo.

Andrea
Ruggiero

Cresciuto tra l’Italia, la Cina e l’Austria, dopo aver studiato alla Domus Academy di Milano, ha conseguito la laurea in Disegno Industriale nel 1995 alla Parsons School of Design di New York. Attualmente Andrea Ruggiero lavora come freelance, progettando soluzioni integrate su commissione per clienti internazionali, aziende e startup.

Guidato da un approccio globale al design, il suo campo di interesse si estende dal design industriale alla progettazione di mobili, complementi d’arredo, identità visiva e interni commerciali.

Le sue opere, già presenti in molte riviste e giornali, sono state scelte per vari riconoscimenti tra cui l’International Future Design Fair Award (Giappone, 1996), il Good Design Award (USA, 2003) e due volte per l’Annual Design Review della rivista «ID». Dal 2002 è consulente presso la Color Association degli Stati Uniti.

Konstantin
Grcic

"A volte ti vengono proposti progetti allettanti, ma dettati da direzioni di mercato che non sono in linea col tuo pensiero. Ho sempre cercato di essere coerente e questo comporta essere selettivo, ma senza alcuno snobismo o arroganza."

Konstantin Grcic è nato nel 1965 e ha studiato Design al Royal College of Art di Londra. Nel 1991 ha fondato il suo studio a Monaco di Baviera, dove ha cominciato a sviluppare mobili e prodotti per l’illuminazione.

Caratteristiche nel suo lavoro sono il minimalismo, l’attenzione alla funzione delle cose e la combinazione tra rigore formale, acume e umorismo. Konstantin Grcic si è sempre concentrato molto anche sulla storia del design e dell'architettura, sulla tecnologia dei materiali e dei processi produttivi. Tra le sue maggiori collaborazioni vi sono quelle con Authentics, BD Ediciones, ClassiCon, Flos, Flötotto, Laufen, Magis, Mattiazzi, Muji, Nespresso, Plank, Serafino Zani, Thomas-Rosenthal e Vitra.

Molti tra i suoi progetti hanno ricevuto premi prestigiosi a livello internazionale, come il Compasso d’oro per la lampada Mayday by Flos, nel 2001, e quello per la sedia Myto by Plank nel 2011.

Diversi suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni importanti musei di design come il MoMA di New York e il Centre Georges Pompidou di Parigi.

Marco
Zanuso

“…occuparmi una volta di un oggetto, una volta di un altro […] credo di trovare sempre un interesse nella diversità del tema da affrontare.”

Marco Zanuso è nato nel 1916 a Milano e nel 1939 si è laureato in architettura al Politecnico. È stato un grande maestro di architettura e urbanistica (Cini Boeri è stata sua allieva), nonché un pioniere del design industriale per la produzione di massa.

Marzo Zanuso è stato uno dei primi progettisti italiani a interessarsi alle produzioni industriali e caratteristica del suo lavoro è sempre stata l’unione tra innovazione tecnologica e ricerca estetica.

Oltre a molti elementi per l’arredo domestico, ha elaborato diversi prodotti tecnologici tra cui radio, televisori, telefoni e macchine per cucire, sviluppati per grandi aziende come Olivetti e Brionvega. Proprio per quest’ultima ha disegnato uno dei suoi prodotti di maggior successo, la “Radio Cubo”, del 1964.

Vincitore di 7 compassi d’oro e di 6 premi della Triennale di Milano, molti dei suoi oggetti sono esposti al MoMA di New York e presso la Collezione permanente di design della Triennale di Milano.

Oscar
Tusquets Blanca

“Sono un designer molto classico, mi piace sapere come viene prodotto un oggetto e penso che se sono coinvolto nell’evoluzione, il design uscirà migliore.”

Nato a Barcellona nel 1941, Oscar Tusquets Blanca si è laureato come architetto nel 1965 e nel 1972 ha cominciato a lavorare come designer di mobili e oggetti.

Oltre a essere stato amico e collaboratore di Salvador Dalí, insieme al quale ha firmato diversi progetti di design, Oscar Tusquets Blanca è un artista a tutto tondo e per questo si presenta al pubblico come architetto per formazione, designer per necessità, pittore per vocazione e scrittore per il suo desiderio di fare amicizia.

Tra gli altri lavori, che nel corso del tempo lo hanno visto collaborare con prestigiosi marchi italiani come Driade e Alessi, Oscar Tusquets Blanca ha recentemente firmato la nuova stazione Toledo della metropolitana di Napoli, spettacolare progetto che richiama una suggestiva atmosfera sottomarina.

Vincitore di diversi premi in patria e all’estero, le sue opere sono state esposte in alcuni dei musei più importanti al mondo, tra cui il MoMA di New York.

Sergio
Asti

Sergio Asti, milanese di nascita (1926), dopo la laurea in architettura conseguita al Politecnico ha iniziato a lavorare nella Milano degli anni Cinquanta.

Proprio in quel periodo si è affermato come uno dei pionieri del design industriale ed è stato tra i fondatori dell’ADI, di cui attualmente è socio onorario. Designer poliedrico, nel corso della sua carriera si è dedicato alla progettazione di mobili, prodotti per l’illuminazione, oggetti in vetro e in legnoceramicaelettrodomestici, allestimenti di interni, negozi e mostre.

È stato insignito di diversi riconoscimenti, tra cui un Compasso d’oro, e molti oggetti da lui disegnati sono esposti nei più importanti Musei del mondo e in collezioni private, in Italia e all’estero.

Toshiyuki
Kita

"Il design è un modo di armonizzare molti elementi complessi in una singola forma. In una parola, il design è armonia."

Toshiyuki Kita è un designer giapponese che ha esordito nel campo dell’industria dell’alluminio. Nel 1967 ha aperto un proprio studio, dove ha cominciato a lavorare sugli oggetti d’uso quotidiano e a interessarsi di artigianato tradizionale.

La sua ricerca lo ha progressivamente portato verso la fusione tra futuro e tradizione, tra elementi naturali e prodotti umani, tra industria e artigianato. Nel 1969 Toshiyuki Kita ha iniziato a lavorare anche in Italia, orientandosi sempre di più verso la collaborazione con artigiani tradizionali e industrie locali. È uno dei pochissimi designer non italiani ad aver vinto il Compasso d’oro, un riconoscimento da parte degli specialisti del design che si è aggiunto alla sua popolarità intercontinentale, costantemente cresciuta nel corso dei decenni.

Molti suoi lavori, tra cui la celeberrima “Wing Chair”, sono esposti al MoMA di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi e alla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera.

Joe
Colombo

“Le mie ultime esperienze di design propongono soluzioni globali che […] tentano un collegamento evolutivo tra la realtà attuale e quella futura.”

Joe Colombo, al secolo Cesare, nasce a Milano nel 1930 e si forma all’Accademia di Brera. La sua carriera di designer comincia nel 1953 e purtroppo si conclude prematuramente nel 1971. Rimane però intatta la sua eredità filosofica, permeata di una forte tensione verso il futuro.

Joe Colombo è stato infatti un designer industriale tra i più innovativi del secolo scorso, poiché grazie a un acume unico seppe intuire tendenze storiche e mutamenti sociali ancora a venire. La poltrona “Elda” e la “Minikitchen“, entrambe del 1963, la lampada “Spider” del 1967, il celeberrimo carrello “Boby“, del 1970, sono tutte creazioni che esprimono l’idea di organizzare e definire gli spazi e gli oggetti in base alle necessità del momento.

Vincitore di 2 Compassi d’oro, molti tra i suoi lavori sono stati esposti in alcune delle più importanti istituzioni museali del mondo, come il MoMa e l’MMA di New York e il Vitra Design Museum di Berlino.

Enzo
Mari

"Di me, si scrive che ho fatto qualche oggetto eccezionale. Se questo corrisponde al vero, è forse perché non sono mai andato a scuola."

Enzo Mari è considerato uno dei maggiori teorici del design italiano e mondiale. Piemontese di nascita, si è laureato nel 1952 all’Accademia di Brera, a Milano, per poi esordire come designer nel 1957.

Grazie a moltissimi prodotti progettati per importanti marchi, tra cui OlivettiAlessi e Artemide, che gli hanno fruttato 5 Compassi d’oro di cui uno alla carriera, Enzo Mari è universalmente riconosciuto come un vero e proprio gigante mondiale del design. Rigoroso e avverso alle mode, nei suoi progetti ha sempre privilegiato la funzionalità. Il design e la produzione stessa degli oggetti, secondo Enzo Mari, sono processi che devono rivolgersi all’utente finale, ai suoi bisogni, ai suoi desideri.

Ha pubblicato molte importanti opere teoriche su design e progettazione, e i suoi lavori sono stati esposti nei principali musei di arte e design del mondo, come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MoMA di New York e il Triennale Design Museum di Milano.

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